Cultura

Premio FiuggiStoria Europa 2025 a Fania Oz-Salzberger, un segnale che va oltre la cultura

Il Premio FiuggiStoria Europa 2025 sarà assegnato alla storica israeliana Fania Oz-Salzberger nel corso di un incontro pubblico in programma il 9 giugno alla Casa della Memoria e della Storia di Roma. Una notizia che potrebbe apparire come un semplice appuntamento culturale, ma che assume un significato particolare alla luce del momento storico attraversato dal Medio Oriente.

Figlia dello scrittore Amos Oz, una delle figure più autorevoli della cultura israeliana del Novecento, Fania Oz-Salzberger è oggi una delle principali voci del dibattito internazionale su democrazia, identità nazionale, diritti civili e futuro delle relazioni tra israeliani e palestinesi.

Il riconoscimento arriva mentre il conflitto innescato dagli attacchi del 7 ottobre 2023 e dalla successiva guerra a Gaza continua a dividere l’opinione pubblica mondiale. In questo scenario, la studiosa si distingue per una posizione che rifiuta sia le semplificazioni ideologiche sia le letture esclusivamente schierate del conflitto.

Non è un caso che il tema scelto per la conferenza romana sia: “Dall’Illuminismo al postcolonialismo e ritorno: Israele e Palestina sono condannati a restare prigionieri di un gioco a somma zero?”. Una domanda che richiama uno dei nodi centrali della crisi mediorientale: la possibilità di immaginare una convivenza politica e civile che non sia fondata sulla sconfitta reciproca.

Storica delle idee e docente emerita dell’Università di Haifa, Oz-Salzberger ha dedicato gran parte della sua attività accademica allo studio dell’Illuminismo europeo e delle radici culturali della democrazia liberale. Nei suoi interventi pubblici ha più volte sostenuto la necessità di difendere le istituzioni democratiche israeliane, criticando al tempo stesso le derive autoritarie e le politiche che ostacolano una prospettiva di pace.

Il Premio FiuggiStoria Europa, promosso dalla Fondazione Giuseppe Levi Pelloni, riconosce ogni anno personalità che contribuiscono alla comprensione della storia europea e delle sue connessioni con le grandi questioni contemporanee. In questo senso, la scelta di Fania Oz-Salzberger appare significativa: non viene premiata soltanto una studiosa, ma una voce che continua a interrogare l’Europa e il Mediterraneo sul valore della memoria, del dialogo e della democrazia in tempi di conflitto.

L’appuntamento romano si trasforma così in un’occasione per riflettere non soltanto sul futuro di Israele e Palestina, ma anche sul ruolo che la cultura e la ricerca storica possono ancora svolgere nel comprendere le crisi del presente.

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