Più di 1.000 scuole, 1.280 educatori e docenti coinvolti e 133 gruppi di progettazione creati dagli studenti. Sono i principali risultati degli ultimi due anni del programma UNICEF “Scuole per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”. Aperte le iscrizioni alla nuova edizione 2026/2027.
Con l’inizio del nuovo anno scolastico, l’UNICEF Italia fa il punto sul programma dedicato alla conoscenza e alla promozione dei diritti di bambine, bambini e adolescenti nelle scuole italiane. I numeri mostrano una partecipazione ampia: oltre 1.000 scuole hanno preso parte al percorso, mentre 1.280 educatrici, educatori e docenti hanno partecipato ai corsi di formazione UNICEF.
Un altro elemento centrale è la partecipazione diretta degli studenti. Negli ultimi due anni sono stati creati 133 Gruppi di Progettazione per i Diritti, attraverso i quali ragazze e ragazzi possono contribuire alla vita della propria scuola.
Che cos’è il programma UNICEF
Il programma è stato avviato nel suo attuale impianto nel 2024 e propone alle scuole un percorso della durata di tre anni. L’obiettivo è portare nella vita quotidiana della scuola i principi della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Non si tratta quindi soltanto di spiegare agli studenti quali sono i loro diritti. Il percorso punta anche a coinvolgerli direttamente, dando loro la possibilità di partecipare alle decisioni e alla progettazione della vita scolastica. Il programma riguarda scuole di ogni ordine e grado e coinvolge non soltanto gli studenti e gli insegnanti, ma l’intera comunità educante.
Cosa è cambiato per i docenti
Uno dei dati più significativi riguarda la preparazione degli insegnanti. Tra i docenti che hanno partecipato al primo anno del programma, la percentuale di chi dichiara di avere una buona conoscenza dei principali diritti previsti dalla Convenzione ONU è passata dal 57,7% all’84%. È aumentata anche la sicurezza nel rispondere alle domande degli studenti sui diritti. La percentuale dei docenti che si sente in grado di farlo è salita dal 48,2% al 78,8%. Ancora più significativo è il dato relativo alla capacità di affrontare questi temi in classe: si passa dal 44,9% al 75,6% dei docenti che dichiarano di sentirsi preparati. In altre parole, dopo il percorso di formazione, molti insegnanti dichiarano di avere più strumenti per parlare di diritti con le proprie classi.
Più attenzione al benessere degli studenti
I risultati riguardano anche il rapporto tra studenti, insegnanti e scuola. Nelle scuole che hanno completato il secondo anno del programma, è cresciuta dal 66,6% al 72,7% la percentuale di chi ritiene che studentesse e studenti possano trovare ascolto e attenzione da parte degli insegnanti. Aumenta anche la percezione della capacità della scuola di sostenere gli alunni che vivono situazioni di svantaggio socioeconomico. In questo caso si passa dal 77,2% all’81,3%. Il dato indica quindi un rafforzamento non solo della conoscenza dei diritti, ma anche dell’attenzione al benessere, all’ascolto e all’inclusione all’interno della scuola.
Il ruolo degli studenti
Uno degli aspetti centrali del programma è il cosiddetto protagonismo attivo di bambini e adolescenti. La logica è semplice: gli studenti non devono essere soltanto destinatari delle attività, ma possono diventare parte attiva del percorso. I 133 Gruppi di Progettazione per i Diritti creati nelle scuole rappresentano proprio questo obiettivo. Attraverso questi gruppi, studentesse e studenti possono partecipare alla vita dell’istituto e contribuire a individuare problemi, proporre idee e progettare iniziative legate ai diritti.
Il commento dell’UNICEF
“Investire nell’educazione ai diritti produce risultati concreti”, ha dichiarato Nicola Graziano, presidente dell’UNICEF Italia, sottolineando la crescita della consapevolezza dei docenti e della partecipazione degli studenti. Secondo Graziano, la scuola rappresenta uno spazio fondamentale per trasformare i principi della Convenzione ONU in esperienze concrete nella vita quotidiana. L’obiettivo, quindi, è fare in modo che i diritti non rimangano soltanto materia di studio, ma diventino parte dell’esperienza scolastica.
Aperte le iscrizioni per il 2026/2027
Il programma prosegue anche nel nuovo anno scolastico. Le iscrizioni all’edizione 2026/2027 sono aperte fino al 19 ottobre 2026. Le scuole interessate possono partecipare al percorso promosso dall’UNICEF e lavorare sui temi dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, della partecipazione degli studenti e dell’inclusione.
Un percorso che punta a conoscere discutere e sperimentare i diritti
I risultati presentati dall’UNICEF raccontano un percorso che punta a trasformare la scuola in un luogo dove i diritti vengono non solo spiegati, ma anche conosciuti, discussi e sperimentati. I numeri degli ultimi due anni sono significativi: oltre 1.000 scuole coinvolte, 1.280 educatori e docenti formati e 133 gruppi di progettazione creati dagli studenti. Il nuovo anno scolastico apre ora una nuova fase del programma, con l’obiettivo di allargare ulteriormente la partecipazione.
FOTO DI COPERTINA CREDIT: UNICEF UN043543/Kapetanovi