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Siria, riprende l’evacuazione dei civili dalle zone assediate

In Siria dopo la strage di sabato di Pasqua nella quale un’autobomba è esplosa tra gli autobus che trasportavano i profughi di due cittadine in mano ai governativi, uccidendo 126 persone di cui 68 bambini,  sono riprese le evacuazioni dalle zone assediate dal regime, ma sono tutt’ora ferme le operazioni per l’uscita degli abitanti dalle località assediate dai ribelli dell’opposizione.

Lo riferiscono media del regime di Damasco. “Ieri pomeriggio è iniziata l’operazione per l’uscita della quinta mandata di combattenti (dell’opposizione) ed i loro famigliari dal quartiere al Waar di Homs (centro) in preparazione della totale evacuazione di armi e combattenti ed il ritorno delle istituzioni dello Stato nel quartiere”, scrive oggi l’agenzia di stampa ufficiale Sana.

 Secondo la stessa agenzia, dal quartiere al Waar “sono usciti 21 bus con a bordo 170 combattenti ed alcuni dei loro famigliari sulla base di un preciso programma in esecuzione di un accordo di riconciliazione” sponsorizzato da Turchia e Qatar che sostengono l’opposizione e l’Iran principale alleato regionale del regime del presidente Bashar al Assad. In una dichiarazione a Sana, il governatore della provincia di Homs ha detto che “è stato deciso per oggi l’uscita di oltre 400 combattenti verso la parte settentrionale della provincia di Aleppo”.

 Lo stesso governatore ha aggiunto che “le operazioni di evacuazione sarà conclusa completamente entro la fine di questo mese”. Sabato un’autobomba ha colpito un convoglio di abitanti delle cittadine di Fuaa e Kafraya in attesa al punto di transito nella cittadina ribelle di Rashidin, a ovest di Aleppo. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani almeno 68 bambini erano tra i 126 morti: di questi almeno 109 erano profughi, mentre il resto erano lavoratori delle organizzazioni di soccorso o miliziani ribelli a guardia del convoglio. 

Le evacuazioni si svolgono in base all’accordo tra il regime di Damasco e i ribelli, che prevede anche l’uscita degli abitanti dalle cittadine ribelli di Madaya e Zabadani, nei pressi di Damasco, circondate dalla forze del governo. In un comunicato emesso nella notte, gli abitanti di Fuaa e Kafraya hanno condannato l’attacco kamikaze di Rashidin puntando il dito contro il gruppo ribelle Ahrar al-Sham, il quale, già ieri, si era dissociato. Nello stesso comunicato, gli abitanti delle due località hanno chiesto la ripresa della loro evacuazione.

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