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Cresce la disinformazione online, in aumento le Fake News in Italia

La debolezza del sistema dell’informazione, debilitato notevolmente dalla diffusione delle notizie online e dalla riduzione degli investimenti nel settore fa emergere il fenomeno della disinformazione. In Italia cresce nell’ultimo anno la disinformazione online con un aumento considerevole delle fake news.

Questi dati emergono in un report dell’Autorità Garante per le comunicazioni che ha pubblicato uno studio dal titolo News Vs. Fake nel sistema dell’informazione con lo scopo di delineare gli scenari che caratterizzano il sistema con cui le persone si informano in Italia

L’indagine è stata fatta su milioni di dati provenienti da più di 1.800 fonti di informazione e disinformazione, attraverso circa 700 principali notizie, sia false sia reali, un campione di 14mila individui rappresentativo della popolazione italiana e decine di milioni di account social pubblici.

L’Autorità ha osservato più volte con altri studi e documenti che i fenomeni più logici di disinformazione si annidano proprio dove l’informazione fallisce. I principali punti di debolezza dell’infomazione sono: la difficoltà di montetizzazione dei contenuti, riduzione degli investimenti nell’informazione, la regressione dell’uso dei meccanismi di verifica della professione giornalistica, la ristrettezza dei tempi di informazione online.

In questo contesto di vulnerabilità, i cittadini si affidano a fonti informative alternative che spesso non sono qualificate.

La produzione di informazione nel sistema italiano

Nel rapporto vengono analizzate le varietà dei generi e tematiche affrontate dai media. La distribuzione dell’offerta è stata distinta in 5 tematiche: “hard news”, cultura e spettacolo, economia, scienza e tecnologia, sport. La trattazione di argomenti specialistici quali economia e scienza richiedono un maggior bagaglio di competenze specifiche ed è proprio in questi settori che la presenza di giornalisti specialisti è carente. Non solo c’è una produzione minore di informazione specializzata ma anche prodotta da professionalità che non possiedono competenze specialistiche. Il report rivela che c’è una forte produzione di informazione generalista (hard news) e carente nell’offerta dei contenuti più specializzati o di nuovo interesse. C’è una forte domanda da parte dei lettori di notizie specialistiche di scienze, tecnologia ed economia ed una scarsa offerta.

Da questi dati emerge poi che un’offerta di informazione con bassa qualità, proprio per la mancanza di professionalità specifica, determina una forte critica dei lettori che costantemente giudicano il lavoro giornalistico, utilizzando molti strumenti digitali per esprimere le loro opinioni.

La produzione di disinformazione online

Nel rapporto si prende in considerazione la disinformazione online in presenza di 6 elementi principali: la falsità dei contenuti, la contagiosità degli stessi, l’intento doloso sottostante alla loro creazione, la motivazione politica/ideologica o economica di chi li crea per poi diffonderli, la diffusione degli stessi in maniera massiva, l’attitudine a produrre un impatto per il pluralismo informativo.

L’immissione del falso contenut nel sistema informativo avviene in 3 fasi: 1. creazione del messaggio 2. la produzione del contenuto 3. la distribuzione nel sistema.

Quando viene creato un messaggio poi viene trasformato un un prodotto informativo, (articolo, video, immagine) e distribuito nel sistema dell’informazione.

Un ottimo sistema di informazione dovrebbe produrre un minore volume di notizie false.

Il rapporto dell’Autorità ha analizzato il flusso di informazione da aprile 2016 ad agosto 2018. “Il dato denota una evidente criticità del sistema, poichè non soltanto il volume di disinformazione prodotto non è nullo ma nel tempo presenta una crescita del proprio livello medio”. Nello specifico l’analisi dei dati evidenzia che dal 2016 al 2017 la produzione di notizie false si attestava su valori costanti mentre nell’ultimo anno la quantità di contenuti fake segna un’impennata ed è superiore alla media.

Le tematiche della disinformazione

Secondo il rapporto, le notizie false distribuite riguardano la maggior parte di argomenti definiti hard news e cioè politica, cronaca ed esteri, seguite da notizie di scienza.

Il dato della distribuzione dell’offerta fake per categoria è interessante: 57 % hard news, 19% scienza e tecnologia, 16% cultura e spettacolo, 6 % economia, 1% sport.

Attraverso un algoritmo di apprendimento automatico ha consentito di individuare una mappatura completa delle principali aree tematiche oggetto di disinformazione in Italia nel 2018. La maggior parte degli argomenti appartengono alle “hard news” e le dimensioni maggiori sono rappresentate dall’argomento “politica/governo”.

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