Ricerche

Il consumo dell’informazione nel 2017. Il rapporto dell’Agcom

In un rapporto sul consumo dell’informazione nel 2017, l’Agcom analizza l’evoluzione del settore dell’informazione.

Come ampiamente riportato nella premessa della ricerca, il ruolo istituzionale e l’azione regolamentare dell Agcom nel settore dei media, in base al mandato istitutivo e ai compiti affidatole dal legislatore, si fondano sulla necessita di vigilare sul sistema informativo e assicurare la tutela del pluralismo, sia dal lato dell’offerta sia dal lato della domanda di informazione. L’attivita di costante monitoraggio del sistema dell ’ informazione da parte dell’Agcom si colloca in uno scenario mondiale attualmente caratterizzato dall’emergere di fenomeni patologici quali quello delle cd. fake news, e, piu in generale, della disinformazione. In tale prospettiva, il Rapporto sul consumo di informazione ha l’obiettivo di analizzare la piu recente evoluzione del settore . In particolare, nel  Rapporto sul consumo dell’informazione, e stata compiuta una approfondita analisi sul percorso che conduce il cittadino ad acquisire effettivamente l’informazione divulgata dai mezzi di comunicazione, indagando i moderni modelli di accesso e consumo dell’informazione , nonche i fattori atti ad incidere sui predetti modelli.

La  riduzione dei ricavi  e l’introduzione dell’ informazione online gratuita ne ha influenzato la qualità

Nel mondo, il 2017 e stato l’anno dell’emergere di fenomeni patologici quali quello delle cd. fake news, e piu in generale della disinformazione veicolata sempre piu spesso attraverso le nuove piattaforme online . Questa recente evoluzione, se posta in prospettiva, appare il naturale sviluppo di un ecosistema mondiale dell’informazione che da anni mostra irrisolte criticita strutturali. Da un decennio almeno il sistema informativo ha iniziato a mostrare difficolta a sostenere i propri costi. Ne hanno fatto le spese, per primi, i mezzi tradizionalmente di sola informazione, quali quotidiani e periodici. La riduzione dei ricavi sottostante all’affermazione di un modello informativo online e gratuito ha così indotto gli editori a tagliare costi e investimenti nel prodotto informativo, innescando una spirale che si e riflessa sulla qualita dell ’ informazione e quindi sulla reputazione del mondo dei media. 

D’altra parte, l’affermazione delle piattaforme online ha portato a dinamiche proprie della rete – esternalita di rete, personalizzazione algoritmica di tutti i processi di generazione e distribuzione dei contenuti informativi – sostanziandosi in un processo di disaggregazione e disintermediazione dell’offerta informativa tradizionale e di successiva riaggregazione e re – intermediazione da parte delle piattaforme stesse ( social network e motori di ricerca)

L’Autorità in passato aveva già paventato la possibilità che un calo degli investimenti avrebbe fatto correre il rischio di un calo della qualità dell’informazione e di conseguenza una contrazione dei ricavi.

La recente evoluzione,- si legge nel rapporto – con il dilagare di fenomeni di falsa o cattiva informazione e dei conseguenti negativi effetti sul sistema democratico, appare purtroppo aver confermato tali timori.

 Il consumo dell’informazione online

L’accesso all’informazione  nell’ecosistema digitale assume forme e soluzioni sempre piu variegate per il  cittadino: algoritmi,  app e aggregatori di notizie ridefiniscono in maniera incisiva il consumo di contenuti  informativi. D’altronde, l’offerta delle testate  online, stampa quotidiana e periodica, ma anche radio e Tv, e  testate native digitali, viene sempre piu veicolata tramite piattaforme digitali, social network e motori di  ricerca; in questo inedito contesto, emergono i nuovi formati per le notizie  online come i video, con la conseguenza di una certa confusione nel consumo  di informazione tanto che le  hard news, notizie di attualita , politica, cronaca, ecc.,  tendono a confondersi  sempre piu con le  soft news, ad esempio relative al  gossip.

Le rilevanti modifiche al processo produttivo dell’informazione, che  investono anche la figura professionale del giornalista, e le nuove modalità di diffusione delle notizie  possono avere rilevanti conseguenze sul fronte della qualita dell’informazione, testimoniate dal recente  proliferare del fenomeno della disinformazione, e in particolare delle cd.  fake news , e della capacita dei  cittadini di formarsi una libera e informata opinione rispetto alle vicende locali, nazionali e internazionali.

E’ da notare come vi sia una larga e  crescente parte della popolazione italiana che utilizza servizi  web, testate  online , piattaforme sociali, motori  di ricerc a,  blog ,  ecc.,  per informarsi su cio che accade nel mondo, in Italia e sul proprio territorio .

Tra giugno 2015 e aprile 2017, tale quota e in deciso, ulteriore aumento, essendo  passata dal 62% al 70% della popolazione.

Analizzando i percorsi tramite cui il cittadino si informa in rete, i dati dell’Agcom  evidenziano come siano i  social network, insieme ai motori di ricerca, a rappresentare la principale porta di  accesso alle notizie  online (36,5% della popolazione), secondo una tendenza gia evidenziata dalla precedente  rilevazione, e in atto a livello mondiale.

In particolare, i  social network hanno consentito, per la prima volta, l ’ingresso nell’ecosistema informativo di  fonti estranee al classico circuito dell ’ informazione: utenti comuni, pagine, account di informazione non  professionali, pagine e account satirici, ecc.: e in questo nuovo contesto disintermedia to che si affermano  fenomeni relativi alla diffusione di false notizie.

Su  Facebook , che rappresenta il principale  social network in Italia anche per informarsi, utilizzato a questo  scopo dal 30% dei cittadini, contenuti informativi prodotti da  organizzazioni editoriali e utenti assumono la stessa rilevanza , visto che l ’ algoritmo  (EdgeRank)  alla base  della  news feed ordina e presenta i contenuti da mostrare sulla base di caratteristiche quali la prossimita dei contenuti (valorizzando i  post  degli amici), l ’engagement ottenuto dagli stessi (in termini di  like , reazioni,  condivisioni e commenti), e così via    contenuti (valorizzando i  post  degli amici),

Nella dieta informativa degli italiani, una rilevanza pari a quella dei  social network rivestono i motori di  ricerca, utilizzati anch’essi a fini informativi dal 36,5% dei cittadini .

In particolare, su  Google, principale motore di ricerca in Italia, gli utenti possono accedere  alle notizie, facendo ricerche su temi di attualita, e trovandone una selezione all ’ interno dei risultati di ricerca, o ancora  aprendo l’apposita sezione  “ Notizie ”  per un quadro piu completo di notizie recenti o meno. Anche in questo  il tema  della modalità di  accesso alle fonti informative  online da parte dei cittadini  diventa dirimente  per l’ecosistema informativo in rete . In precedenti studi e  indagini conoscitive, l ’ Autorita ha  gia  rilevato come le piattaforme digitali costituiscano  veri e propri  gatekeeper per l ’ accesso all ’ informazione, ovvero  “ luoghi di passaggio ”  sempre piu necessari per gli utenti – cittadini: poiche le piattaforme rappresentano un punto di riferimento per indirizzare e mettere in contatto.

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