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Niger, il sequestro del missionario Pierluigi Maccalli.

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine per sequestro di persona a scopo di terrorismo in merito al rapimento del padre missionario italiano, Pierluigi Maccalli. L’indagine è affidata al sostituto procuratore Sergio Colaiocco.

Seconfo l’agenzia Fidee, Padre Pierluigi Maccalli della Società delle missioni africane (Sma), “è stato rapito la notte scorsa da presunti jihadisti” in Niger.

”Siamo in attesa che la Farnesina possa darci chiarimenti – ha detto all’agenzia Sir padre Walter Maccalli, fratello del missionario -. Stanno lavorando per capire bene quale sia la situazione, ma non ci sono alcune notizie concrete al momento”. Sulle possibili ragioni del gesto padre Walter, anch’egli missionario, non si esprime: “Sono stati realizzati ospedali e tante altre opere, ma non posso pensare che siano collegate al rapimento. Dobbiamo ancora capire come siano andate le cose. Ci auguriamo con tutto il cuore che possa risolversi per il meglio. Ci sono cose di fronte alle quali non possiamo fare nulla, se non pregare e attendere con fiducia”.

Padre Maccalli, originario della diocesi di Crema, già missionario in Costa d’Avorio per vari anni, si trovava nella parrocchia di Bomoanga, diocesi di Niamey. Da tempo mette insieme evangelizzazione e promozione umana e si è occupato di circoncisione e infibulazione delle ragazze: secondo la Fides, potrebbe essere uno dei moventi per il rapimento del missionario, giunto una settimana dopo il suo rientro da un tempo di riposo in Italia.

La missione cattolica dei padri Sma si trova in zona Gourmancé (Sud-Ovest) alla frontiera con il Burkina Faso e a circa 125 km dalla capitale Niamey. Il popolo Gourmancé è interamente dedito alla agricoltura e stimato in questa regione attorno a 30mila abitanti. La missione è presente dagli anni ’90, e i villaggi visitati dai missionari sono più di 20, di cui 12 con piccole comunità cristiane, distanti dalla missione anche oltre 60 km.

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