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Siria, a Raqqa civili costretti a vestirsi come i combattenti dell’Isis

Nella sua roccaforte siriana Raqqa,
lo Stato Islamico (Isis) a imposto agli abitanti maschi di indossare abiti ‘stile afgano’ che indossano solitamente i

jihadisti
; una mossa che vuole confondere il nemico e non dargli
la possibilità di distinguere tra civili e combattenti. Lo rifericono attivisti siriani.

“Da più di due settimane, abbigliamento stile afgano (…) è stato imposto dal Daesh”, ha detto Abu Mohamed, un attivista del gruppo “Raqa si sgozza in silenzio”, utilizzando l’acronimo arabo
dell’Isis. “Chiunque non lo rispetta rischia il carcere o la morte”, ha aggiunto a France Presse l’attivista.

La nuova direttiva del Califfato arriva proprio mentre, un’alleanza curda-araba di ribelli sostenuti da aerei della
coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti, si sta avvicinando proprio a Raqqa. L’ordine “è un tentativo di rendere più difficile per gli aerei e le forze curde (…) di distinguere tra civili e membri dell’Isis”, ha spiegato Abu Mohamed.

Anche l’Osservatorio siriano per i diritti umani, una Ong con sede a Londra, ha confermato la nuova regola d’abbigliamento nella capitale del Califfato: “Lo Stato islamico ha imposto
vestiti alla maniera afgana sui residenti di Raqqa in modo tale che gli informatori che danno le coordinate per la coalizione a Guida Usa non siano in grado di distinguere tra civili e combattenti”, ha detto a France Presse  il direttore dell’Osservatorio Rami Abdel Rahman.

L’attivista Abu Mohamed ha riferito anche di uno “stato di allerta” a Raqa, con nuovi posti di blocco che spuntano ovunque e di arresti per chiunque descrive la situazione come disastrosa.
“I prezzi sono alle stelle e non c’è elettricità né acqua”, ha dichiarato l ‘attivista.

Da parte sua, l’Osservatorio ha parlato di civili e famigliari di combattenti dell’Isis starebbero tentando di fuggire a Raqqa
verso la vicina Aleppo. “Migliaia di famiglie negli ultimi giorni hanno cercato di raggiungere i confini amministrativi della provincia di Raqqa, insieme a circa 120 famiglie di combattenti e comandanti dell’Isis”, ha detto l’Osservatorio.

Intanto, secondo l’Ong, i combattenti di “Siria Democratica” (SDS), un’alleanza di ribelli curdi-arabi dominata dalle Unita di Difesa del Popolo (Ypg), sono riusciti oggi a tagliare la principale via di rifornimento tra Raqqa e la provincia orientale di Deir Ezzor arrivando ad appena 8 chilometri a nord-est di Raqqa.

Il direttore dell’Osservatorio ha inoltre riferito che l’Isis sta impedendo i civili di entrare nella provincia di Raqqa ma che
avrebbe fornito alle “famiglie dei suoi combattenti”, un documento che consente “un passaggio in barca visto che il trasporto via terra è ormai impossibile, perché i ponti attraverso l’Eufrate sono stati distrutti”. 

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