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Siria, venti di guerra.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump dichiara che potrebbe esserci un attacco in Siria ma non è stato ancora stabilito nulla.

“Non ho mai detto quando potrebbe aver luogo un attacco in Siria. Potrebbe succedere molto presto oppure no! In ciascuna occasione, gli Stati Uniti, sotto la mia amministrazione, hanno fatto un grande lavoro per liberare la regione dell’Isis. Dov’è il nostro ‘Grazie America?’”, scrive in tweet.

Anche il presidente francese Emmanuel Macron interviene sostenendo che la Francia “ha le prove” che il regime siriano ha usato armi chimiche, aggiungendo che Parigi prenderà le sue decisioni “a tempo debito” e al momento “più utile ed efficace”.

Nel frattempo la Russia ammonisce Israele, nel colloquio avuto ieri, Putin ha invitato Netanyahu a mettere fine agli attacchi in Siria, perché potrebbero indebolire il regime di Bashar al Assad, e ha insistito perchè Israele rispetti la sovranità e la sicurezza del Paese. Una presa di posizione a indicare la volontà di Mosca di limitare quella libertà di azione concessa finora all’aviazione israeliana nello spazio aereo siriano, per colpire Iran e combattenti libanesi Hezbollah.

Da parte sua, Netanyahu ha risposto in toni altrettanto duri, sostenendo che Israele non può smettere di intervenire in Siria, perchè questo permetterebbe all’Iran di insediare nel Paese una propria presenza militare permanente, ostile allo Stato ebraico. Il colloquio tra Putin e Netanyahu si è concluso “in totale disaccordo”, ha sottolineato il sito israeliano Debka che ha riportato la ricostruzione della telefonata.

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