Salute

Le mamme italiane alle prese con pentole e fornelli per nutrire al meglio i figli

Un’ansia degna da finale di ‘Masterchef’. Sotto la lente di impietosi giudici in miniatura: le mamme italiane alle prese con pentole e fornelli per nutrire al meglio i loro rampolli. Quasi tutte (9 su 10) preparano personalmente i pasti e scelgono solo prodotti di qualità e made in Italy. Sono attente e scrupolose, col pallino del controllo e informate, ma per 4 su 10 scatta l’ansia da pappa. Solo il 24% promuove la dieta dei figli.

Circa 2 milioni confessano dubbi su cosa far mangiare ai piccoli di casa, non sanno a chi chiedere consiglio, si sentono in colpa se non sono presenti e si preoccupano per il rischio di cattive abitudini
alimentari.

Se una perplessità le attanaglia, subito dopo l’esperto, c’è il dottor web: smartphone alla mano, è su internet che 1 mamma su 2 cerca informazioni. L’identikit della mamma ‘chef’ emerge da una ricerca di
Doxa e Unaitalia (associazione che riunisce i produttori di carni avicole) presentata a Milano, che svela abitudini e comportamenti di 5 milioni di italiane con prole di età compresa tra 1 e 14 anni, attraverso un questionario online somministrato a un campione rappresentativo di 500.

Il 55% si preoccupa che nel menù ci sia poca frutta e verdura, ma tutto sommato 8 mamme su 10 si autopromuovono, giudicando il loro livello di informazione da buono (65%) a ottimo (17%). Il 18% si dà la sufficienza e solo l’1% si ritiene non abbastanza informata. Guardando alla ‘teoria’, sui primi tutto bene,
sui secondi l’errore è dietro l’angolo: 1 mamma su 2 sovrastima la quantità di formaggi da proporre nel menù e quasi una su 3 considera i legumi un contorno da abbinare a un secondo proteico.

Del resto, a tavola la perfezione è un miraggio. C’è chi (24%) denuncia l’assunzione di cibi e bevande troppo zuccherate, chi (20%) ammette uno sbilanciamento su troppi carboidrati e poche proteine, chi
si dice consapevole dei troppi grassi nella dieta del figlio (13%), mentre solo il 5% vede troppe proteine nel piatto. A fare chiarezza e dispensare consigli utili ci pensano un camice bianco esperto di educazione alimentare, Giuseppe Morino dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, e la food blogger Sonia Peronaci.

E’ una fatica, ammettono gli esperti, imporre ai figli un regime alimentare equilibrato e contemporaneamente soddisfare i palati degli under 14 che in un’ipotetica top 5 mettono pasta,
pizza, dolci e, a sorpresa, il pollo prima dei formaggi. Passando ai ‘raggi X’ le tavole italiane, emerge che pane e pasta compaiono quasi quotidianamente nel baby-menù (da tutti i giorni a 3-4 volte a settimana). Scelta corretta, rassicura Morino che al Bambino Gesù dirige l’Unità operativa educazione alimentare.

L’esperto però consiglia di “non associarli tra loro, di prediligere pane e pasta integrali e di differenziare, inserendo cereali più ricchi di fibre”, invece meno presenti (2,4 volte a settimana in media) nei piatti dei
ragazzi, seguiti da riso (1,5) e patate (1,4).
Nel dettaglio la carne compare nel menù in media 3 volte a settimana, con una spiccata preferenza per il pollo, presente in media 2 volte (3-4 per 1 mamma su 3) e unica tipologia di carne non aver subito crolli di consumi dopo il recente allarme Oms sui possibili rischi legati al consumo di quelle rosse e trasformate.

“La carne – spiega il pediatra – è un alimento dall’elevato valore nutritivo, fonte primaria di alcuni nutrienti e micronutrienti solitamente assenti (come la vitamina B12), o scarsamente rappresentati (zinco, selenio, niacina e riboflavina), o meno biodisponibili (come il ferro) nei prodotti di origine vegetale. Buona la scelta di prediligere le carni bianche, con pochi grassi e di buona qualità, un’elevata digeribilità e un ragionevole apporto calorico”.

Tra gli altri alimenti proteici vengono proposti più frequentemente formaggi (il 33% delle mamme da 3-4 volte a settimana a tutti i giorni), molto meno legumi e pesce (in media 1,5 volte a settimana). E’ invece importante la “giusta rotazione – ammonisce Morino – proponendo pesce, carne e legumi ognuno almeno 3 volte a settimana. I restanti giorni si possono alternare uova, prosciutto o formaggi (1-2 volte a settimana al massimo)”. Fra le carni, il pollo piace più di tutte ai bambini, che sia in versione
cotoletta, crocchetta o scaloppina, oppure al forno.

E se è vero che le verdure sono il tasto dolente per le mamme in cucina, Sonia Peronaci suggerisce le ‘ricette tranello’. Consiglio numero 1: “Giocate con le forme e stravolgetele: un bambino non potrà resistere davanti a un bruco di polpette di pollo che striscia su un letto di crema di spinaci o broccoli”, assicura la cuoca. E se l’ostacolo è la consistenza, basta “trasformare quello che si può in due preparazioni che ai bambini piacciono molto: purè e polpette, mescolando un po’ gli ingredienti. Se al bambino non piace il cavolfiore, proviamo ad aggiungere anche una patata e del formaggio grattugiato”. E se le prime idee non resta che il ‘nascondino’: “Un esempio? Pasta fresca verde (con spinaci) o rosa fluo (con
barbabietola)”.

Click to comment

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

To Top
0:00
0:00