Natura

Una mappa dei fondi oceanici grazie ai satelliti

Una mappa dei fondi oceanici grazie ai satelliti, catene montuose sottomarine che collegano Sud America e Africa e fosse abissali finora sconosciute: sono state scoperte grazie ai satelliti, che hanno permesso di ottenere la mappa dei fondali oceanici più completa e precisa mai realizzata. Pubblicata sulla rivista Science, si deve al gruppo coordinato da David Sandwell, del centro di ricerca americano Scripps Institution of Oceanography.

Montagne alte fino ad un chilometro

Le strutture comprendono montagne alte fino a un chilometro e nella mappa vi sono nuovi indizi della presenza di rilievi nel Golfo del Messico che erano attivi 150 milioni anni fa e ora sepolti da sedimenti spessi anche quasi un chilometro.
Il lavoro è stato possibile grazie ai dati inviati dai satelliti, CryoSat 2 dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Jason 1, sviluppato da Nasa e Agenzia spaziale francese (Esa), in combinazione con informazioni già esistenti. I satelliti, grazie a dispositivi chiamati altimetri, svolgono un ruolo cruciale per ‘esplorare’ aree molto difficili o impossibili da raggiungere con altri strumenti. Gli altimetri spediscono un impulso radar sulla superficie dell’oceano e registrano la risposta, in questo modo segnalano la presenza di montagne, colline e fosse altrimenti difficili da rivelare.

Secondo gli autori, il lavoro contribuirà a migliorare le stime della profondità degli oceani, in gran parte (l’80%) non mappati e fornisce una nuova finestra sui movimenti delle placche oceaniche. Le strutture sottomarine sono modellate, infatti, dallo scivolamento e dallo scorrimento di enormi placche tettoniche ma queste dinamiche sono in gran parte sconosciute.

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