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Cooperazione Italia-Africa: a Città del Capo si decide il futuro delle biotecnologie

Ha preso il via a Città del Capo la 32ª sessione del Consiglio dei Governatori dell’ICGEB (International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology). Il vertice, che vede la partecipazione di 69 Stati membri, ha l’obiettivo di posizionare le biotecnologie avanzate come motore per lo sviluppo sostenibile del continente africano.

Al centro dei lavori c’è il consolidamento dello storico asse tra i Paesi fondatori: Italia, India e Sudafrica, un’alleanza considerata strategica per favorire il trasferimento tecnologico e l’innovazione scientifica in Africa.

Il ruolo centrale dell’Italia

Durante il vertice, il Direttore Generale dell’ICGEB, Lawrence Banks, ha espresso un forte apprezzamento per l’impegno italiano, definendolo “fondamentale per ampliare le opportunità degli scienziati africani e garantire benefici concreti alle comunità locali”.

L’Italia partecipa attivamente attraverso il finanziamento di programmi a lungo termine gestiti dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI). Tra i principali interventi figurano:

  • Biotechnet I e II: Piani di formazione avanzata e sorveglianza genomica estesi fino al 2029Programma B-Inoc (2024-2027):
  • Focalizzato sullo sviluppo di biofertilizzanti e biopesticidi per supportare l’agricoltura locale contro il cambiamento climatico.

Presente al vertice anche il ministro plenipotenziario Lamberto Moruzzi, che ha sottolineato come il sostegno italiano rappresenti un investimento concreto nella salute delle future generazioni e nella competitività scientifica globale del nostro Paese. A margine, Moruzzi ha incontrato la fitta rete di ricercatori italiani attivi presso la University of Cape Town e la Stellenbosch University, confermando la solidità delle reti di ricerca internazionali.

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