Novecento

Anna Frank fu scoperta per caso, non tradita. Ulteriori ipotesi sulla deportazione della giovane

Anna Frank, l’adolescente ebrea olandese che ha commosso il mondo con il suo diario postumo, e i suoi familiari potrebbero essere stati scoperti “per caso” nel loro appartamento segreto di Amsterdam e non si seguito a una soffiata, come si riteneva in passato.

Lo afferma il museo che porta il nome della ragazza, ospitato nella casa dove la famiglia si nascose dal 1942 al 1944, prima della cattura a opera dei nazisti e della deportazione nei campi di concentramento dove gran parte dei sui membri, compresa Anna, morì.

In un comunicato il museo afferma che i poliziotti che perquisirono l’indirizzo dove l’adolescente si nascondeva stavano indagando su una frode sulle tessere per il razionamento e su impieghi illegali. “La domanda è sempre stata: ‘chi ha ucciso Anna Frank ?, ma concentrarsi su una spiata limita le prospettive sull’arresto”, si legge in una nota.

Anna Frank e la sua famiglia entrarono in clandestinità a luglio 1942 nell’alloggio segreto dell’impresa di famiglia per sfuggire ai nazisti. Vi resteranno due anni, fino ad agosto 1944 prima di essere scoperti e deportati.

Nessuno studio ha mai potuto stabilire con certezza chi abbia denunciato la famiglia Frank e chi si nascondeva con essa nell’Alloggio segreto. Lì l’adolescente scriveva il suo celebre diario, una delle opere più lette al mondo, che ha venduto 30 milioni di copie e che è stata tradotta in 67 lingue.

Basandosi sulle voci del diario del marzo 1944 e su nuovi documenti, lo studioso Gertjan Broek ha concluso “che al 263 Prinsengracht succedevano più cose che un gruppo di persone nascoste nell’Alloggio segreto”. I dipendenti di un’altra azienda, ospitata nello stesso edificio, sarebbero stati arrestati qualche mese prima per traffico di tessere per il razionamento e questo avrebbe condotto a una perquisizione, nella quale i clandestini sarebbero stati scoperti “semplicemente per caso”.

“Questo nuovo studio non refuta la possibilità che i clandestini siano stati denunciati, ma mostra che vanno presi in esame anche altri scenari” ha affermato nel comunicato il direttore del
museo, Ronald Leopold. “Speriamo che altri ricercatori vedano l’interesse di seguire questi nuovi indizi”.

L’adolescente morì di tifo a inizio 1945 nel campo di concentramento di BergenBelsen, qualche giorno dopo la sorella. Il padre Otto sarà l’unico sopravvissuto dell’Alloggio segreto.

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