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Il Bombardamento di Cassino, il 15 marzo 1944 la città fu rasa al suolo. Gli alleati lanciarono l’operazione Ludlum

Dopo il fallimento del bombardamento di Montecassino del 15 febbraio 1944, dove gli alleati avevano distrutto l’antica Abbazia benedettina  senza però riuscire ad occupare la collina del monastero, il generale Alexander aveva già predisposto un piano per attaccare nuovamente la linea Gustav 

Nonostante avesse l’intenzione di attendere un miglioramento delle condizioni atmosferiche, il generale britannico Harold Alexander, comandante delle forze alleate nel settore di Cassinodecise di preparare nuovamente un piano d’attacco poiché giungevano forti pressioni da Londra, dal fronte di Anzio e dal comando Neozelandese.

Il nuovo piano prevedeva il massiccio bombardamento aereo e di artiglieria volto ad annientare completamente la città di Cassino per consentire l’ingresso dei mezzi corazzati che erano fermi nella parte sud della città, mentre i soldati indiani, dalla parte della collina del Castello, avrebbero dovuto combattere fino al monastero.

 Alexander approvò il piano presentato dal generale neozelandese Freyberg, ma pretese che vi fossero tre giornate consecutive di bel tempo per consentire all’aviazione alleata di eseguirlo, ma tale condizione non si verificò subito poiché per tutta la fine di febbraio e l’inizio di marzo le pioggie erano continue.

L’operazione Ludlum iniziò il 15 marzo 1944.

Dettagli dell’Operazione Ludlum, Microfilm Mediterranean Allied Tactical Air Forces

Il piano prevedeva la totale distruzione della città di Cassino. L’operazione Ludlom era un piano integrato che prevedeva l’utilizzo dell’esercito e delle forze aeree per distruggere la città di Cassino e permettere l’ingresso nella Valle del Liri ai mezzi corazzati.

La proposta  prevedeva l’utilizzo di tonnellate di bombe, mentre i mezzi corazzati e la fanteria avrebbero dovuto occupare la città.
All’interno della V Armata gli analisti delle forze armate contestavano questo piano, soprattutto per la presenza in città di crateri e macerie che avrebbero potuto ostacolare il movimento dei carri armati.
Ma il piano fu approvato. L’operazione militare terrestre fu denominata Dickens e prevedeva l’occupazione della città e la conquista di Montecassino.

David McWilliams Ludlum, capitano, metereologo,  studiava continuamente le condizioni atmosferiche e lo fece per molti giorni perché la pioggia continuava a cadere ininterrottamente ed ogni giorno era costretto a constatare l’impossibilità di dare il via all’operazione. Le truppe alleate erano in stato di allerta e attendevano l’ordine, ma la pioggie abbondanti  rendevano l’attesa snervante, creando notevole stanchezza fisica e mentale. Vi erano anche problematiche logistiche poichè diventava notevolmente difficile rifornire le truppe in montagna, anche a causa del fango, e una processione di muli percorreva sotto il tiro nemico le stradine che conducevano alle colline circostanti.

Appena le condizioni metereologiche migliorarono fu dato l’ordine di eseguire il piano. Il 14 marzo fu fatto circolare l’ordine “Bradman batte oggi”.

Prevista inizialmente per il 22 febbraio, l’operazione Ludlum ebbe inizio il 15 marzo ed era strutturato in 4 punti:

  • radere al suolo Cassino
  • colpire le postazioni sull’asse Aquino-Pontecorvo,
  • bloccare i rifornimenti sulla linea Gustav.
  • bloccare tutte le comunicazioni sul fronte di Cassino

La città fu divisa in due settori: nella zona A, a nord, puntavano i bombardieri medi, il settore sud, zona B, fu attaccato dai bombardieri pesanti della Forza Strategica.

Cassino fu polverizzata,  scomparve

Alle 8.30 del 15 marzo 1944 la  prima formazione delle Fortezze Volanti sganciò il carico di bombe per cancellare dalla mappa la città di Cassino. Tra le 8.30 e le ore 12, 435 aerei sganciarono 2214 bombe da 1000 libbre per un totale di 988 tonnellate di bombe.

A questo si aggiunse il fuoco di artiglieria: oltre 700 carri aprirono il fuoco, furono sparate oltre 2000 granate. Ogni 6 secondi veniva sparata una granata.

I corrispondenti di guerra e i comandanti alleati erano fuori la città a sud sul colle di Cervaro ed assistevano ai bombardamenti.

Il britannico Christopher Buckley vide che “dalla terra sprizzavano uno dopo l’altra getti di fumo nero che si avvitarono nell’aria come una fitta foresta”.

La città si stava sgretolando ed in silenzio subiva il terribile bombardamento in passività. A mezzogiorno le bombe caddero e dell’antica San Germano rimase solo la polvere. Cassino era stata cancellata dalla mappa.

I tedeschi organizzarono la resistenza in un perimetro di due km2  dalla base della collina del monastero intorno alle macerie dell’Hotel Continental. 

Il generale Von-Senger fu sobbalzato a qualche chilometro di distanza da Cassino, nei pressi di Piedimonte San Germano, una cittadina a nord nei pressi della via Casilina
Gli squadroni bombardarono ogni 10-20 minuti per oltre 3 ore.

Alle 12,12, quando l’ultimo B26 scomparve, Cassino era piatta “come lo può essere una città di pietra”

scrive Rick Atkinson.

La città di Cassino fu polverizzata e annientata. Ma l’obiettivo posto non fu raggiunto, poiché i tedeschi riuscirono a difendersI e perché i carri armati non riuscirono ad avanzare.

I soldati tedeschi rimasti nella città fantasma erano circa 300 e si rintanavano nei rifugi, appartenevano al 3°Reggimento della 1a Divisione paracadutisti.

“Oggi Cassino è stata disinfestata con il fuoco e con il fumo”

riferì un ufficiale Alleato.

Ma nonostante il mostruoso bombardamento non aveva completamente annientato i nemici e le truppe alleate dovettero affrontare un grande problema, non vi erano vie d’accesso per proseguire: grosse macerie e crateri enormi bloccavano le vie d’accesso alla città.

Cassino era ridotta in rovina, cumuli di macerie superavano i 5-6-metri di altezza, le strade erano state cancellate. Scoppiò l’inferno a Cassino, si combatteva tra le macerie ma linea Gustav non fu sfondata.

Operazione Ludlom nella valle del Liri

L’operazione Ludlom, come detto in precedenza, non aveva soltanto l’obiettivo di distruggere la città di Cassino ma di interrompere le comunicazioni nel territorio e distruggere le installazioni militari sulla linea Hitler. Su tutta l’area del cassinate furono lanciate tonnellate di bombe, soprattutto sui centri abitati a ridosso della Linea Hitler ed in particolare su Piedimonte San Germano, a pochi chilometri a Nord di Cassino.

Il piano Ludlom aveva inserito tra gli obiettivi: Piedimonte San Germano, Pignataro Interamna, Castrocielo, San Giorgio a Liri, Pontecorvo, Aquino e le aree di Fontana Liri e Ceprano.


BIBLIOGRAFIA E DOCUMENTI

 

Discusses operation Ludlom, the Air Phase of combined army/air Force plan to storm Town of Cassino and permit debouchment of ground Force into the Liri Valley of Italy. Microfilm Mediterranean Allied Tactical Air Forces

Mattew Parker, Montecassino. 15 gennaio – 19 maggio 1944 Storia e uomini di una grande battaglia, Il Saggiatore, 2007

Rick Atkinson, Il giorno della Battaglia. Gli Alleati in Italia 1943-1944, Mondadori, 2008

 

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