Novecento

La Linea d’Inverno, la lunga e faticosa avanzata degli Alleati verso il fronte di Cassino

Dopo aver superato il fiume Volturno nel settembre 1943, gli Alleati dovevano percorrere una settantina di chilometri prima di arrivare sul fronte di Cassino.

Fu un cammino estramemente duro e faticoso approdare davanti alla linea Gustav, poiché le condizioni atmosferiche peggiorarono notevolmente: piogge, neve e temperature sotto lo zero rendevano le condizioni impossibili.

Il celebre corrispondente di guerra americano Ernie Pyle scrisse che” il Paese era di una bellezza sconvolgente e di una difficoltà altrettanto sconvolgente da strappare al nemico“.

Per avanzare per 80 Km da Napoli a Cassino gli Alleati impiegarono quattro mesi circa, la metà serviva per superare la linea d’Inverno e avanzare per altri 10 km. I tedeschi per rappresentare le grandi difficoltà che incontravano le forze alleate, con toni sarcastici pubblicavano un’immagine di una lumaca che lentamente risaliva la penisola con una didascalia che diceva ” la strada è lunga”

Novembre Nero

Dopo aver attraversato il Volturno si ritrovarono di fronte un’ambiente ostile oltre alle durissime condizioni atmosferiche. Agli inizi di novembre gli americani riuscirono a superare la linea Barbara passando per Presenzano e conquistavano Monte Cesima, salendo le ripidi rocce.

Ma fu l’unica vetta conquistata fino a quel momento perchè negli altri due settori l’avanzata era estremamente lenta. Quando il generale Truscott salì sulla vetta di Monte Cesima ed osservò il territorio circostante, capì che l’unica via per Roma era la statale numero 6, la via Casilina.

Ma la prova estremamente difficoltosa e piena di ostacoli gli Alleati dovettero affrontarla sul fianco sinistro dello schieramento dove la 56a Divisione Britannica attaccò Monte Camino nell’intento di aggirare il passo di Mignano. Ma i soldati si ritrovavano di fronte alla ben fortificata linea Reinhard o Bernhardt che chiamavano linea d’Inverno, dove i soldati si ritrovavano sotto uno sbarramento di mine, mitragliatrici e mortai.

La cartina indica lo sbarramento difensivo tedesco al centro della Linea Reinhard, con il Monte Camino e Monte La Difensa che bloccano l’avanzata delle forze alleate nel settore montano agli inizi di novembre 1943. (United States Army, Center of military history)

Il generale Clark cercò di dare sostegno agli inglesi schierati sul fianco sinistro, ordinanado al generale Truscott, comandante della 3a Divisione, di attaccare un’altra vetta, Monte La Difensa, un’appendice geologica di Monte Camino. Ma anche questo assalto fallì, gli Alleati riuscirono a conquistare soltanto un avamposto nei pressi di Monte Lungo e Monte Rotondo.

Fu un Novembre nero per gli alleati, dall’inizio dell’attraversamento del Volturno erano riusciti ad avanzare molto lentamente e soltanto sul fianco destro dello schieramento avevano ottenuto una posizione decente con la conquista di Monte Cesima, mentre al centro rimanevano fermi a Mignano e sul fianco sinistro avevano subito una bruciante sconfitta con enormi perdite sul Monte Camino.

Ora il generale Clark era convinto che per superare l’impasse e sfondare la linea d’Inverno per immettersi nella Valle del Liri il punto strategico da attaccare fosse San Pietro. Per raggiungere l’obiettivo doveva puntare su Monte Sammucro, 1300 metri al di sopra della cittadina di San Pietro.

Il nuovo piano per sfondare la Linea d’inverno si basava su tre attacchi: sul lato destro San Pietro, al centro attacco al passo di Mignano e a sinistra l’attacco a Monte Camino e La Difensa, due cime che formavano un unico massiccio per 10 km. Alla fine di Novembre la penetrazione sulla linea d’Inverno era stata arrestata davanti alla linea principale, nonostante la conquista di alcune alture nei pressi del valico di Mignano. Le alture dominanti di Monte Camino e La Difensa erano rimaste sotto il controllo dei tedeschi. Senger rinforzó il fronte con due nuove divisioni che servivono a puntellare la difesa e rialzare il morale delle truppe.

L’attacco delle forze alleate nella zona di Mignano Monte Lungo lungo tre direttrici. Durante l’assalto i tedeschi riuscirono a respingere gli Alleati su Monte Camino e Monte La Difensa (United States Army, Center of military history)

Montagne assassine

Il 5 novembre gli inglesi agli ordini del generale McCreery attaccarono Monte Camino. I soldati incontrarono mine e trappole esplosive. Senger sosteneva che avevano allertato le truppe nella zona di Monte Cesima, dove i tedeschi pensavano fosse il punto debole, in quel punto ci poteva essere il pericolo di uno sfondamento “così decidemmo tutta la nostra attenzione a questo punto. Eravamo convinti che l’avversario avrebbe tentato di superare questa strettoia“, scriveva il generale nelle sue memorie.

I tedeschi concentrarono tutta la loro attenzione in quel punto, convinti che gli Alleati avrebbero tentato di superare la stretta di Mignano, impiegando formazioni corazzate. Senger sosteneva che né lui né gli altri comandanti tedeschi avrebbero impiegato un attacco nei settori montani proprio per le enormi difficoltà che avrebbero incontrato nell’attacco dei settori montani, anche se nel corso delle varie valutazioni non fu trascurata questa possibilità.

Clark riferisce di aver incontrato McCreery il 12 novembre perchè riteneva che gli inglesi potessero prendere Monte Camino che era la più formidabile di queste vette, nonostante ve ne fosserro delle altre nelle vicinanze ancora più aspre. McCreery disse a Clark che la 56a Divisione non era più in grado di combattere e avevano bisogno di un lungo periodo di riposo.

L’assalto delle truppe inglesi a Monte Camino. (Novembre 1943)

Seconda Battaglia di Monte Camino

Il comando tedesco agli inizi di dicembre cercava di capire se l’attacco fosse concentrato al passo di Mignano oppure gli Alleati avrebbero attaccato le alture dominanti di Monte Camino e Monte La Difensa.

Il generale Senger visitò il fronte il 2 dicembre e al suo ritorno riuscì a capire che gli Alleati si stavano preparando ad attaccare sul fronte montano. ” Le pendici nord del massiccio del Monte Camino sul versante opposto erano stottoposte a un fuoco tambureggiante quale non avevo mai visto dopo la prima guerra mondiale“, scrisse il generale Senger nelle sue memorie.

In realtà Senger aveva colto bene la strategia che gli Alleati avevano in mente poichè stavano concentrando tutti gli sforzi in un attacco di artigliera molto intenso, oltre novecento cannoni iniziarono a tuonare. “Le fiammate arrossivano le nubi sopra il Camino e La Difensa. Le esplosioni sbocciavano come fiori sopra i pendii e l’intera montagna sembrava andare. Nei due giorni successivi furono lanciate 200mila granate: su alcuni obiettivi piovvero undici tonnellate di accciaio al minuto“, scrive Rick Atkinson nel suo libro Il giorno della battaglia, (Mondadori)

La Brigata del Diavolo

L’unità fu il primo esperimento di una unità speciale dell’esercito Usa. L’unità fu creata da Frederick su indicazione del generale Eisenhower ed era composta da americani e canadesi, la forza addestrata ad Helena nel montana.

Gli uomini della First Special Service Force danno l’assalto a Monte La Difensa. (Novembre 1943)

La First Special Service Force iniziò l’attività il 20 luglio 1942, si addestrò con lanci di paracadute. Frederick organizzò una forza di 2900 uomini ed attaccò il massiccio di Monte La Difensa assaltando le linee tedesche con un silenzioso zig-zag attraverso i pendii di Monte La Difensa.

Mentre le truppe inglesi si arrampicavano sul Monte Camino, l’unità speciale americana affrontò le impossibile scalata della parete di Monte La Difensa. La sera del 3 dicembre l’unità aveva conquistato la vetta di Monte La Difensa ma l’avanzata verso Ovest per raggiungere gli inglesiche stavano combattendo su Monte Camino sul lato sinistro fu bloccata dall’attacco tedesco.

Nonostante le forti piogge e la grandine, il contrattacco tedesco costrinse i diavoli neri a rintanarsi sulla cima di Monte La Difensa. Dopo tre giorni di duri combattimenti nelle peggiori condizioni atmosferiche riuscirono ad avanzare verso ovest ed occupare un punto strategico sotto Monte Camino “Ho smesso di seppellire morti”, scrisse Frederick ” i cecchini tedeschi ci fanno vedere l’inferno ed è estremamamnte difficile prenderli”

Ma in queste condizioni il 7 dicembre 1943 i diavoli neri si unirono agli inglesi che avevano conquistato nel frattempo Monte Camino. Gli alleati avevano conquistato il fianco sinistro della linea d’inverno, ma il conto era salato. Oltre un terzo della brigata era stata decimata tra morti e feriti e i superstiti accusavano gravi traumi. Il Monte Camino fu difeso da un battaglione della 15a Divisione granatieri corazzati fino al 6 dicembre. Gli inglesi avanzarono al sud di Monte Camino e se gli Alleati fossero riusciti a spingersi di slancio fino al Garigliano avrebbe potuto tagliare fuori

La Battaglia di San Pietro

La sconfitta di novembre di Monte Camino e Monte La Difensa aveva lasciato strascichi anche nei rapporti tra i comandanti americani e inglesi. Il nuovo piano militare di Clarck si basava sull’attacco a Monte Sammucro, a nord di San Pietro.

L’operazione Raincot fu preparata con il X Corpo britannico che replicava l’attacco a Monte Camino, mentre il II Corpo americano di Keyes attaccava la continuazione di Monte La Difensa per evitare che da quelle parti giungessero aiuti a Monte Camino.

Secondo il piano, il VI Corpo americano avrebbe attaccato Monte Sammucro e San Pietro sul fianco destro del valico di Mignano. Dopo aver conquistato il fianco sinistro dello schieramento, il 7 dicembre le truppe alleate della 36a Divisione Texas attaccarono Monte Sammucro che fu conquistato.

Il giorno dopo, l’8 dicembre, le forze alleate tentarono di prendere San Pietro, l’artiglieria apri il fuoco alle 5.00 ma l’attacco fu respinto. I tedeschi controllavano ancora Monte Lungo che consentiva di controllare la via Casilina.

Il 15 dicembre ci fu il secondo attacco a San Pietro, la 36a divisione riprese l’attacco ma subì grosse perdite ma gli alleati riuscirono a conquistare Monte Lungo. La presa di Monte Lungo costrinse i tedeschi a ritirarsi a 3 km da San Pietro.

Quando i soldati americani entrarono a San Pietro trovarono solo rovine, alcuni civili che si erano rifugiati nelle grotte salutavano gli alleati. Il bilancio della battaglia era pesante : 140 civili morti e 1200 soldati della Terza Divisione tra morti e feriti

I tedeschi perdevano terreno anche sul settore appennino così il comando diede l’ordine di ripiegare sulla Linea Gustav.

Il 6 gennaio 1944 gli alleati conquistarono San Vittore, il 12 Cervaro, il 15 Monte Trocchio, l’ultima cima che bloccava l’entrata nella Valle del rapido. I tedeschi si ritirarono suella Linea Gustav.

BIBLIOGRAFIA

Rick Atkinson,   Il giorno della battaglia. Gli alleati in Italia 1943-1945, Mondadori, 2007

Robert Adleman,  George Walton, La brigata del diavolo, Casini, 1987

Martin Blumenson, Salerno to Cassino, United States Army in World War II, Whashington, United States Army, 1969

From The Volturno to The Winter Line, Whashington, Center of Military History, 1990

Fridolin von Senger und Etterlin, Combattere senza paura e senza speranza, Longanesi, 1968

 

 

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